La morte non è nel non poter comunicare ma nel non poder più essere comprensi
 
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Progetto Critico di Ricerca e Seminario Permanente


08 | Sullo teatro

Nel teatro la parola vive di una doppia gloria, mai essa è così glorificata. E perché? Perché essa è, insieme, scritta e pronunciata. È scritta, come la parola di Omero, ma insieme è pronunciata come le parole che si scambiano tra loro due uomini al lavoro, o una masnada di ragazzi, o le ragazze al lavatoio, o le donne al mercato - come le povere parole insomma che si dicono ogni giorno, e volano via con la vita. (Pasolini, Affabulazione, Einaudi)

Un nuevo teatro (de la palabra). Para comprender mejor las palabras que van a oírse. Y, por tanto, las ideas, que son los personajes reales de este teatro. Más allá de ese teatro, catalogado por Moravia como de la ‘charla’, insisto: De Chejov a Ionesco. Más allá del teatro del gesto o del grito. De Artaud al Living Theatre, anticultura burguesa, clandestinidad del ‘underground’: plantear problemas, acertijos, sin pretender resolverlos.

Y teatro, para poder responder a la pregunta ‘por qué quien cuenta la historia ha elegido no un poema sino una tragedia; no palabra escrita para ser leída sino palabra escrita para ser interpretada por el actor ante el espectador’ 

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La mia indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia deboleza

Der Zeit ihre Kunst, der Kunst ihre Freiheit - Europa, Fin-de-Siécle: Pensamiento y Cultura - A la Época su Arte, al Arte su Libertad

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