CENTRO STUDI E RICERCHE PIER PAOLO PASOLINI (ROMA-MADRID-BARCELONA)
La morte non è nel non poter comunicare ma nel non poter più essere compresi
 
L'Eredità di Pasolini

in un mondo trasformato


VI CONVEGNO INTERNAZIONALE, ROMA 2022

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PAROLE PER UN EVENTO



Superati i rigori della pandemia del Covid e in corrispodenza con il centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini (1922-2022), l'Università EMUI_EuroMed riprende a interrogarsi sul lascito di questo scrittore più rilevante del XX secolo riproponendo l’incontro annuale che da due anni ha costituito già un importante appuntamento per gli studiosi che se ne occupano a vario titolo.

Innumerevoli sono le iniziative che in Italia e in Spagna sono tese a celebrare il centenario della nascita di Pasolini. Per fare solo alcuni esempi, in Spagna il Círculo de Bellas Artes di Madrid (Circolo delle Belle Arti di Madrid) ha messo in piedi una serie di eventi il cui elenco è vasto; oppure come non citare la traduzione integrale delle sue opere che il mondo editoriale ha posto in essere riguardante sia il teatro sia le antologie poetiche. Su tutti, la nuova traduzione del saggio che raccoglie i suoi articoli più polemici (Scritti corsari) rappresenta la novità di quest’anno. Non mancano inoltre i nuovi contributi biografici in lingua spagnola. Altri ne seguiranno nello specifico riguardanti le modalità e le ragioni del suo omicidio che è materia tuttora scottante e ci riporta al tema più vivo per il quale Pasolini ha lottato: la ricerca della verità.

Da anni l'EMUI presta particolare attenzione a Pasolini e alla ricezione che lo caratterizza nella cultura spagnola. Ne sono prova le regolari attività del Centro Studi e Ricerche Pier Paolo Pasolini Roma o l'organizzazione di congressi a lui dedicati e nei quali, a esempio, il poeta di Casarsa è stato messo in relazione con autori affini come Alberti o Galdós.

Quello che si intende ora proporre è un incontro, su basi scientifiche, che tenti di far dialogare i grandi temi proposti da Pasolini con il nostro presente, interrogando criticamente la sua eredità in un mondo che ha subìto una grande trasformazione sin dal 1975, l’anno della sua morte. Che gli echi di Pasolini e le problematiche da lui poste continuino a risuonare anche oggi è testimoniato dal fatto che l'interesse per lui è cresciuto solo con il passare del tempo. Ma Pasolini era un autore essenzialmente democratico con il suo pubblico, e soprattutto con i più giovani, per cui è necessario chiedersi ancora una volta, come fece lo scrittore corsaro in preda alla disperazione, perché, per cosa e per chi continuare a parlare.

Da quest'ultima idea emergono i tre assi tematici attorno ai quali si vorrebbe articolare il Congresso. La concezione pasoliniana del rapporto tra autore e destinatario raccoglie tutte le implicazioni della convinzione di Pasolini sull'inutilità dell'opera d'arte che non sia destinata a dialogare, su un piano di parità, con un pubblico ampio. Così, questioni come il problema della doppia verità discorsiva, la conservazione della critica indipendente, la funzione dell'uso del dialetto nell'opera artistica o la crescente difficoltà per gli autori di trovare un pubblico ricettivo, meritano di essere esplorati nell'attuale contesto dell’era in cui viviamo dove predominano l’audiovisivo e il web.

Il ritorno al dialogo con il passato rende necessario affrontare il problema, acutamente avvertito da Pasolini, dell'accelerazione del tempo e della frattura che questo ha provocato nel dialogo intergenerazionale. Aspetti attuali come la penetrazione di discorsi politici tecnocratici e populisti, la conseguente difficoltà di trovare un cemento democratico in grado di svolgere una funzione di coesione equivalente a quella fornita dalla vecchia nozione di "classe", il declino dell'interesse per gli studi umanistici o la difficile sopravvivenza del sacro in un mondo profondamente secolarizzato possono essere discussi alla luce dei ricchi testi che Pasolini ci ha lasciato negli anni Settanta.

Infine, dopo l’avvenuta mutazione antropologica contro la quale Pasolini ci metteva in guardia, quest’incontro ha l’ardire di abbracciare un insieme di problematiche che possono essere articolate intorno alla sua famosa metafora e che ci interpellano direttamente, per la loro urgenza: cosa fare con una disuguaglianza globale che continua a crescere; i beni comuni sono la risposta al disastro umano e ambientale su cui la voce anticipatrice di Pasolini ha richiamato la nostra attenzione? Che ne è stato di intere regioni dell'Africa e dell'Asia dopo la globalizzazione? Che volto assumono oggi le vecchie lotte per i diritti civili? Come rappresentare il potere dopo la dissoluzione della vecchia distinzione tra pubblico e privato? Come organizzare il pessimismo?

La conferenza si svolgerà nell'arco di tre giorni all’insegna di questi tre assi tematici e sarà aperta a tutti gli interessati. In due modi: l'invito a inviare proposte dettagliate per la selezione dei lavori da pubblicare (che non esclude inviti specifici del comitato scientifico all'evento; comitato composto dai componenti del Comitato Editoriale della Revista Nómadas); e l'utilizzo di una metodologia che lascia spazio al dialogo tra gli autori dei lavori e i loro destinatari, come avrebbe voluto Pasolini. 



Critical Dictionary of Social Sciences: Pier Paolo Pasolini


 La mia indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza